Il manoscritto Voynich, il libro illustrato che nessuno sa leggere
Pergamena del primo Quattrocento, una scrittura ignota e piante inesistenti: storia del manoscritto Voynich, dalla corte di Rodolfo II a Yale.
Nella Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell'Università di Yale è conservato un codice catalogato come MS 408. Ha circa duecentoquaranta pagine di pergamena, è fittamente illustrato ed è scritto in un alfabeto che nessuno è mai riuscito a decifrare con certezza. È il manoscritto Voynich, forse il libro più enigmatico del mondo, e la sua storia è un intreccio di collezionisti, imperatori, gesuiti e librai antiquari.
Un libraio, una villa e una lettera
Il manoscritto prende il nome da Wilfrid Voynich, libraio antiquario di origine polacca, che lo acquistò nel 1912 insieme ad altri volumi provenienti da una biblioteca gesuitica conservata a Villa Mondragone, vicino a Frascati. Nel codice era inserita una lettera del 1665 o 1666 scritta dal medico praghese Johannes Marcus Marci al gesuita Athanasius Kircher, al quale inviava il libro sperando che riuscisse a leggerlo.
Nella lettera Marci riferiva una notizia sentita da altri: l'imperatore Rodolfo II avrebbe pagato il manoscritto seicento ducati. Sul primo foglio, inoltre, le fotografie a luce ultravioletta hanno rivelato una firma cancellata di Jacobus Horcicky de Tepenec, chimico e farmacista al servizio di Rodolfo. Questi indizi collocano il libro a Praga all'inizio del Seicento, ma non dicono nulla di sicuro sulla sua origine.
Che cosa mostrano le pagine
Gli studiosi dividono il manoscritto in sezioni secondo le illustrazioni. La più ampia è quella botanica, con disegni di piante che in gran parte non corrispondono a specie riconoscibili. Seguono una sezione astronomica o astrologica, con diagrammi circolari e alcuni segni dello zodiaco; una sezione detta balneologica, con figure femminili immerse in vasche collegate da tubi; una sezione con contenitori simili a vasi da farmacia e frammenti di piante; e infine pagine di solo testo.
La scrittura scorre con regolarità, senza cancellature evidenti, e presenta schemi ripetitivi che hanno attirato l'attenzione di linguisti e crittografi. Nel corso del Novecento ci hanno lavorato anche esperti di codici militari, come l'americano William Friedman, senza arrivare a una soluzione condivisa. Negli ultimi anni anche le analisi statistiche al computer hanno prodotto risultati interessanti ma contraddittori, che non permettono di stabilire se il testo abbia un significato.
La datazione e le ipotesi
Nel 2009 un'analisi al radiocarbonio condotta presso l'Università dell'Arizona ha datato la pergamena tra il 1404 e il 1438 circa. Il dato riguarda il supporto, non necessariamente la scrittura, ma rende poco probabili le teorie che attribuivano il libro a Ruggero Bacone, morto nel Duecento, o a un falsario del Novecento. Gli inchiostri e i pigmenti sono compatibili con un'origine quattrocentesca.
Le ipotesi sul contenuto restano numerosissime: una lingua naturale scritta in un alfabeto inventato, un cifrario, una lingua artificiale, un trattato medico o alchemico, perfino un elaborato inganno del tempo. Nessuna proposta ha finora convinto la comunità scientifica. Dopo la morte di Voynich il codice passò per varie mani e nel 1969 fu donato a Yale dal libraio Hans Peter Kraus.
Il manoscritto Voynich, integralmente consultabile online, continua a essere studiato da specialisti e appassionati. Qualunque cosa contenga, rappresenta in modo perfetto il fascino del libro segreto: un oggetto concreto, datato e descritto con precisione, che custodisce un messaggio ancora inaccessibile. Per la storia del libro è anche un caso esemplare di come provenienza, materiali e immagini possano essere ricostruiti con rigore anche quando il testo resta muto.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio