Libri in spalla: il colportage e i venditori ambulanti di grimori
I colporteurs francesi, i tesini che vendevano le stampe Remondini e la commissione del 1852: come i libri di magia popolare viaggiavano a piedi.
La parola francese colporteur indica chi porta la merce «al collo», in una cassetta o in una cesta sostenuta da cinghie. Dal Cinquecento all'Ottocento questi venditori ambulanti percorrevano a piedi strade e mulattiere d'Europa, portando aghi, nastri, immagini sacre e soprattutto libri a basso prezzo. Senza di loro almanacchi, romanzi popolari e libretti di segreti non avrebbero mai raggiunto i villaggi più isolati, e la storia della lettura sarebbe stata molto diversa.
Chi erano i colporteurs
Molti ambulanti provenivano da regioni di montagna povere, dove l'emigrazione stagionale era una necessità: i Pirenei, il Delfinato, la Savoia, alcune valli della Normandia. Partivano in autunno, dopo i lavori agricoli, e rientravano in primavera. Si rifornivano presso stampatori e grossisti, come quelli di Troyes o di Rouen, e conoscevano bene i gusti della clientela: sapevano quali titoli vendevano nelle fiere, quali nelle parrocchie e quali era meglio tenere sul fondo della cassetta.
In quel fondo finivano a volte i libri proibiti, tra cui le edizioni economiche di grimori come il Dragon rouge o la Poule noire. Le autorità lo sapevano bene, e più volte ordinarono controlli sulle merci degli ambulanti. Ma la mobilità stessa di questi venditori rendeva difficile ogni sorveglianza, e il libro magico continuò a circolare insieme alle immagini devote e ai calendari, spesso venduto a voce bassa e a un prezzo più alto degli altri titoli.
I tesini e le stampe di Bassano
Anche l'Italia ebbe i suoi ambulanti del libro e dell'immagine. I più celebri venivano dal Tesino, una valle del Trentino, e vendevano in mezza Europa le stampe della tipografia Remondini di Bassano, una delle maggiori imprese editoriali popolari del Settecento. Nelle loro casse c'erano santini, carte da gioco, vedute, fogli istruttivi e immagini di soggetti curiosi, a volte legati all'astrologia o alle credenze popolari.
Un altro prodotto venduto dagli ambulanti erano i lunari, gli almanacchi annuali con previsioni del tempo, fiere e consigli. Il più noto è il Barbanera di Foligno, pubblicato dalla seconda metà del Settecento. Questi fogli e libretti avevano un posto fisso in molte case, appesi vicino al focolare, e conservavano un sapere astrologico semplificato che si tramandava da una generazione all'altra.
La commissione del 1852
In Francia la svolta arrivò con il Secondo Impero. Una legge del 1849 aveva già imposto un'autorizzazione per la vendita ambulante, e nel 1852 fu istituita una commissione incaricata di esaminare tutti i libri del colportage, che dovevano ricevere un timbro per poter essere venduti. Il suo segretario, Charles Nisard, raccolse il materiale in una Histoire des livres populaires pubblicata nel 1854, ancora oggi una fonte fondamentale.
Paradossalmente, l'opera nata per censurare questi libri è diventata uno dei migliori strumenti per conoscerli. Grazie alle descrizioni e alle illustrazioni di Nisard, sappiamo che cosa leggevano i contadini francesi dell'Ottocento, compresi i grimori che la commissione voleva eliminare. Il colportage si spense lentamente, sostituito dalla ferrovia, dai giornali e dalle librerie di provincia, ma ha lasciato un'impronta profonda nella cultura popolare europea.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio