I Secreti di Alessio Piemontese, best seller del Cinquecento
Venezia 1555: il libro di segreti di un misterioso Alessio Piemontese conquista l'Europa. Storia, contenuti e attribuzione a Girolamo Ruscelli.
Nel 1555 uscì a Venezia un libro destinato a un successo straordinario: De' secreti del reverendo donno Alessio Piemontese. Non era un trattato di magia rituale né un'opera filosofica, ma una vasta raccolta di ricette e procedimenti per la casa, la bottega e la cura del corpo. In pochi decenni fu ristampato decine di volte e tradotto nelle principali lingue europee, inaugurando un genere che gli storici chiamano libri di segreti.
Un autore che forse non è mai esistito
Nella prefazione l'autore si presenta come un gentiluomo nato in Piemonte, che aveva viaggiato a lungo raccogliendo segreti da medici, artigiani e donne di ogni condizione. Secondo il suo racconto, un giorno rifiutò di rivelare un rimedio a un chirurgo, e il paziente morì. Tormentato dal rimorso, si sarebbe ritirato a vita solitaria e avrebbe deciso di pubblicare tutto ciò che sapeva, perché nessun segreto restasse più nascosto a chi ne aveva bisogno.
La storia ha il sapore di una finzione letteraria, e la maggior parte degli studiosi ritiene che dietro il nome di Alessio si nasconda il poligrafo Girolamo Ruscelli, attivo a Venezia come curatore editoriale. Nei Secreti nuovi, usciti nel 1567 dopo la sua morte, Ruscelli raccontò di aver fatto parte a Napoli di un'accademia segreta dedicata alla sperimentazione, notizia che resta difficile da verificare.
Che cosa conteneva il libro
I Secreti erano organizzati per argomenti. C'erano rimedi tradizionali per molti mali, profumi e cosmetici, metodi per tingere stoffe e pellami, per lavorare i metalli, preparare colori, conservare alimenti e smacchiare i tessuti. Alcuni procedimenti venivano dal mondo degli alchimisti, altri dalla pratica quotidiana delle botteghe. Molte ricette, viste oggi, sono inefficaci o pericolose, e vanno lette solo come documenti storici.
Ciò che colpiva i lettori era l'idea stessa di rivelare i segreti. Per secoli artigiani e medici avevano custodito gelosamente le proprie tecniche, trasmettendole solo a pochi allievi. Il libro di Alessio prometteva di mettere quel sapere a disposizione di chiunque potesse comprare un volume, e in questo senso fu un prodotto tipico della nuova cultura della stampa veneziana.
Un successo europeo
Le traduzioni arrivarono rapidamente. Già nel 1558 a Londra uscì una versione inglese, The Secretes of the Reverende Maister Alexis of Piemount, e seguirono edizioni in francese, tedesco, olandese, spagnolo e latino. Il libro continuò a essere ristampato fino al Settecento, spesso ampliato con nuove parti. Sul suo modello nacquero numerose raccolte simili, firmate da autori veri o immaginari.
Il formato contribuì al successo. I Secreti erano volumi maneggevoli, spesso in ottavo, con indici che permettevano di trovare rapidamente il rimedio o il procedimento cercato. Molti esemplari conservati portano annotazioni a margine, segni di prova e aggiunte manoscritte dei proprietari, che dimostrano come il libro fosse usato davvero, consultato in cucina o in bottega più che letto da cima a fondo.
La fortuna di Alessio Piemontese mostra che nel Cinquecento il confine tra scienza, artigianato e magia naturale era ancora molto incerto. Il segreto, che nei grimori aveva un'aura misteriosa, nei libri di segreti diventava un sapere pratico da condividere. Questa trasformazione ebbe un ruolo importante nella nascita della cultura sperimentale dell'età moderna, che avrebbe fatto della verifica pubblica dei risultati il proprio metodo.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio