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Della Porta, Isabella Cortese e la magia naturale nei libri di segreti

La Magia naturalis di Giovan Battista Della Porta, i Secreti di Isabella Cortese e Leonardo Fioravanti: il sapere segreto nell'Italia del Cinquecento.

Dopo il successo di Alessio Piemontese, l'Italia del Cinquecento vide fiorire una vera stagione di libri di segreti. Alcuni erano semplici raccolte di ricette, altri ambiziosi tentativi di spiegare i fenomeni della natura. Al centro di questa produzione c'era un'idea antica ma rinnovata, quella di magia naturale: la convinzione che la natura nascondesse forze e corrispondenze che l'uomo poteva conoscere e sfruttare senza ricorrere ai demoni. Tre autori ne mostrano le diverse anime.

Giovan Battista Della Porta e la Magia naturalis

Il napoletano Giovan Battista Della Porta pubblicò nel 1558 la prima versione della Magiae naturalis, in quattro libri, scritta, secondo la tradizione, quando era ancora molto giovane. Nel 1589 ne uscì un'edizione molto ampliata in venti libri, dedicati a temi come le calamite, le lenti, i profumi, la distillazione, le trasformazioni dei metalli, i fuochi artificiali e le illusioni ottiche. Per Della Porta la magia naturale era la parte pratica della filosofia della natura.

L'autore fondò a Napoli un'accademia dei segreti, nella quale i membri dovevano aver scoperto qualcosa di nuovo per essere ammessi. L'iniziativa insospettì l'Inquisizione, che indagò su Della Porta e fece chiudere l'accademia. Più tardi egli fu accolto nell'Accademia dei Lincei, la stessa di Galileo, e scrisse anche un trattato di crittografia, il De furtivis literarum notis del 1563.

La Magia naturalis ebbe una diffusione europea. Fu ristampata molte volte e tradotta in diverse lingue; la versione inglese uscì a Londra nel 1658 con il titolo Natural Magick. Alcuni capitoli, come quelli sulle lenti e sulla camera oscura, furono letti con interesse dagli studiosi di ottica, mentre altri alimentarono la fama di Della Porta come mago, che lo accompagnò per tutta la vita.

I Secreti della signora Isabella Cortese

Nel 1561 uscì a Venezia I secreti de la signora Isabella Cortese, una raccolta divisa in libri dedicati alla medicina, all'alchimia, ai cosmetici e alle arti domestiche. Della presunta autrice non si sa nulla di certo: potrebbe essere una persona reale oppure un nome scelto dall'editore per attirare un pubblico femminile. Il libro ebbe comunque numerose ristampe fino al Seicento.

Il caso di Isabella Cortese è interessante perché mostra l'importanza delle donne come detentrici e destinatarie di sapere pratico. Molti segreti riguardavano infatti la cura della casa, del corpo e della famiglia, ambiti tradizionalmente affidati alle donne. Il libro dava forma stampata a conoscenze che fino ad allora si erano trasmesse soprattutto a voce, di madre in figlia o tra vicine.

Leonardo Fioravanti, chirurgo e divulgatore

Il bolognese Leonardo Fioravanti, chirurgo girovago e autore prolifico, pubblicò a Venezia opere come i Capricci medicinali del 1561 e il Compendio dei secreti rationali del 1564. Fioravanti criticava la medicina accademica, esaltava l'esperienza e prometteva rimedi spettacolari, che oggi sappiamo privi di fondamento. Le sue opere ebbero lettori in tutta Europa e mostrano il lato più commerciale del genere.

Questi autori, così diversi tra loro, condividevano la fiducia nel valore della scoperta e della dimostrazione. Nei loro libri si mescolano curiosità autentica, credenze tradizionali e promesse esagerate, ma proprio da questo intreccio nacquero alcuni dei metodi della scienza moderna. Studiarli aiuta a capire come il confine tra magia e sperimentazione si sia spostato lentamente, un libro dopo l'altro.