EnglishMarchio registrato Studio Esoterico CornelioGrimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio
H

Hypnerotomachia Poliphili: sogni, geroglifici e il libro più bello di Aldo

Venezia 1499: l'enigmatico romanzo illustrato stampato da Aldo Manuzio, tra xilografie, falsi geroglifici, l'acrostico di Colonna e letture alchemiche.

Nel dicembre del 1499 Aldo Manuzio stampò a Venezia un libro diverso da tutti quelli usciti fino ad allora. Si intitolava Hypnerotomachia Poliphili, cioè «la battaglia d'amore in sogno di Polifilo», ed era un lungo racconto allegorico scritto in una lingua stranissima, un italiano intriso di latino e di greco. Le sue xilografie, eleganti e perfettamente integrate nella pagina, ne fanno ancora oggi uno dei libri illustrati più ammirati della storia della stampa.

Un sogno di architetture e rovine

Il protagonista, Polifilo, si addormenta e sogna di vagare in un paesaggio popolato di rovine antiche, piramidi, obelischi, templi, giardini e fontane, alla ricerca dell'amata Polia. Il racconto è soprattutto un pretesto per descrivere con minuzia monumenti immaginari, iscrizioni, cortei trionfali e riti pagani. Nella seconda parte la narrazione passa a Polia, e il libro si chiude con il risveglio del sognatore, che scopre di aver perduto l'amata.

Il volume contiene circa centosettanta xilografie di autore ignoto. Alcune mostrano architetture e oggetti con precisione quasi tecnica, altre scene mitologiche e processioni. Il testo stesso è composto talvolta a forma di calice o di vaso, segno di una cura tipografica eccezionale. La stampa fu finanziata da un nobile veronese, Leonardo Crasso, che firmò la dedica.

Il mistero dell'autore

Il nome dell'autore non compare sul frontespizio. Unendo le iniziali dei trentotto capitoli si legge però una frase latina, POLIAM FRATER FRANCISCUS COLUMNA PERAMAVIT, cioè «frate Francesco Colonna amò intensamente Polia». Per questo il libro è attribuito di solito a Francesco Colonna, un frate domenicano del convento veneziano dei Santi Giovanni e Paolo. Altri studiosi hanno proposto un omonimo signore romano della famiglia Colonna, e il dibattito non è mai stato chiuso del tutto.

Geroglifici ed emblemi

Tra gli elementi più influenti del libro ci sono le iscrizioni in falsi geroglifici. Sulle facciate dei monumenti sognati compaiono sequenze di oggetti e animali, come un occhio, un'ancora, un delfino, un vaso, che l'autore traduce in frasi morali latine. Non hanno nulla a che vedere con la vera scrittura egizia, ma rispecchiano la convinzione rinascimentale che gli antichi sacerdoti avessero espresso la loro sapienza per immagini.

Questi geroglifici immaginari ebbero un ruolo importante nella nascita dell'emblematica e influenzarono artisti e architetti. L'immagine di un elefante che regge un obelisco, per esempio, è generalmente considerata la fonte d'ispirazione per il monumento progettato da Gian Lorenzo Bernini in piazza della Minerva a Roma, inaugurato nel 1667. Anche giardini, fontane e decorazioni di palazzi del Cinquecento e del Seicento ripresero motivi tratti dalle sue tavole.

Le letture esoteriche

Il carattere enigmatico del libro ha favorito interpretazioni di ogni tipo. In Francia, dove una traduzione uscì a Parigi nel 1546, l'opera fu letta come un percorso iniziatico. Nel 1600 lo scrittore François Béroalde de Verville ne pubblicò un'edizione francese presentandola come un'allegoria alchemica, nella quale il viaggio di Polifilo nascondeva le fasi della trasformazione della materia.

La Hypnerotomachia resta così un punto d'incontro tra arte tipografica, antiquaria, letteratura amorosa e immaginario ermetico. Non è un grimorio né un trattato alchemico, ma ha insegnato a generazioni di lettori a cercare significati nascosti nelle immagini, ed è anche per questo che occupa un posto speciale nella storia del libro esoterico.