Ars Paulina: l'arte attribuita a san Paolo e gli angeli delle ore
L'Ars Paulina, terza parte del Lemegeton: la leggenda del rapimento di Paolo al terzo cielo, gli angeli delle ore e dei gradi dello zodiaco, le fonti.
Nella seconda lettera ai Corinzi l'apostolo Paolo racconta di un uomo «rapito fino al terzo cielo», che udì parole indicibili. Su questo passo, interpretato come il ricordo di un'esperienza personale dell'apostolo, la fantasia medievale costruì l'idea che Paolo avesse ricevuto una scienza segreta degli angeli. Da qui il nome dell'Ars Paulina, terza parte del Lemegeton, che si presenta come rivelazione paolina sui nomi e sulle funzioni delle schiere celesti.
Un titolo antico, un testo nuovo
Un'arte attribuita a Paolo circolava già nel tardo Medioevo, imparentata secondo gli studiosi con la tradizione dell'Ars Notoria e, come questa, condannata dai teologi. Tuttavia la versione conservata nel Lemegeton non coincide con quella medievale: il testo seicentesco sembra il risultato di una rielaborazione recente, che riutilizza un titolo prestigioso per materiali in buona parte rinascimentali.
Il fenomeno è tipico della letteratura magica. Un nome celebre, una volta associato a una certa tradizione, poteva essere applicato a testi nuovi, che ne ereditavano il prestigio. L'attribuzione a un apostolo garantiva inoltre al libro un'aura di ortodossia, utile in un genere costantemente sospettato di commercio con i demoni e dunque esposto alla censura dei teologi.
Gli angeli delle ore
Il primo libro è dedicato agli angeli che governano le ventiquattro ore del giorno e della notte. Ogni ora ha un angelo principale, accompagnato da un numero enorme di duchi e di servitori, e da un sigillo. Il presupposto è l'idea, comune all'astrologia e alla magia medievale, che il tempo non sia neutro: ogni frazione della giornata possiede una qualità propria, legata ai pianeti e alle intelligenze che li muovono.
Questa angelologia del tempo ha paralleli stretti nella Steganographia di Tritemio, il cui secondo libro tratta appunto degli spiriti delle ore, e in altri testi rinascimentali. Anche in questo caso il compilatore inglese sembra aver attinto a opere a stampa, trasformandole in un sistema coerente di nomi e di sigilli posto sotto l'autorità dell'apostolo.
Gli angeli dello zodiaco
Il secondo libro sposta l'attenzione dallo scorrere delle ore alla struttura del cielo. Vi si descrivono gli angeli dei dodici segni zodiacali e quelli preposti a ciascuno dei trecentosessanta gradi dell'eclittica. Il legame con l'astrologia natale è esplicito: secondo il testo, ogni persona avrebbe un angelo custode determinato dal grado del cielo che sorgeva all'orizzonte al momento della nascita.
Questa concezione unisce due eredità: la dottrina cristiana dell'angelo custode e la tradizione astrologica antica dei decani e dei gradi, trasmessa dal mondo ellenistico agli astronomi arabi e poi all'Occidente latino. Il risultato è un ibrido tipicamente rinascimentale, in cui la teologia degli angeli si sovrappone a un cielo misurato con precisione astronomica.
L'Ars Paulina è spesso trascurata, perché priva della notorietà sinistra della Goetia. Eppure è un documento significativo della cultura del Seicento: mostra come la figura di un apostolo potesse garantire un sapere angelico, e come il calendario e lo zodiaco fossero percepiti come una rete di presenze spirituali ordinate e nominabili.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio