Ars Almadel: la tavoletta di cera e le quattro altitudini
L'Ars Almadel, quarta parte del Lemegeton: origini tardomedievali, il nome di probabile ascendenza araba, le quattro altitudini e i loro principi angelici.
Tra i trattati riuniti nel Lemegeton, l'Ars Almadel è il più breve e uno dei più antichi per origine. Prende nome dall'almadel, una tavoletta di cera decorata con nomi divini e simboli, attorno alla quale ruota l'intera pratica descritta. Il termine ha probabilmente origine araba, ma la sua etimologia resta discussa; anche questo indizio linguistico suggerisce radici nel grande trasferimento di saperi dal mondo islamico all'Europa medievale.
Un testo con una lunga storia
Un libro intitolato Almadel, attribuito a Salomone, circolava già nell'Europa tardomedievale ed è attestato in manoscritti latini e italiani anteriori alla compilazione inglese. Il titolo compare anche negli elenchi di opere magiche redatti dagli eruditi del primo Cinquecento, che lo classificavano tra i testi di magia cerimoniale da respingere. La versione del Lemegeton rappresenta quindi l'ultimo anello di una tradizione già vecchia di almeno due secoli.
Come accade per altri testi salomonici, le versioni differiscono tra loro nei dettagli, nei nomi angelici e nelle indicazioni sui materiali. Il testo inglese del Seicento è il più noto soltanto perché è stato conservato nei fondi della British Library e poi pubblicato in età moderna, non perché sia il più fedele a un presunto originale, che nessuno è in grado di ricostruire con sicurezza.
Le altitudini e i loro principi
Il trattato organizza il mondo angelico in quattro «altitudini» o «cori», regioni celesti associate ai punti cardinali e alle stagioni dell'anno. Ciascuna altitudine è governata da alcuni principi angelici, per un totale di venti, ai quali il testo attribuisce competenze diverse, dalla fertilità della terra alla conoscenza. A differenza della Goetia, l'Almadel non tratta di demoni: si presenta come una forma di comunicazione con gli angeli, condotta con preghiere di tono religioso.
La divisione in quattro regioni ricorda la Theurgia-Goetia, ma l'impianto è diverso: non c'è una fitta gerarchia di servitori, bensì un numero ristretto di intelligenze celesti, descritte con attributi luminosi. Questo carattere angelico spiega perché i compilatori lo abbiano ritenuto compatibile con la pietà cristiana, anche se per i teologi restava pur sempre una pratica illecita.
L'oggetto e il libro
Ciò che distingue l'Almadel è la centralità di un oggetto. Molta magia rituale medievale si appoggiava a strumenti, cerchi e sigilli, ma qui una singola tavoletta di cera, con il suo apparato di segni, dà nome all'intera arte. La cera, materiale delle candele liturgiche e dei sigilli che autenticavano i documenti, aveva nella cultura medievale un forte valore simbolico di purezza e di impronta.
Il legame tra un oggetto e un nome sacro inciso su di esso è un tema che attraversa tutta la storia della magia, dalle gemme incise dell'età imperiale romana ai talismani arabi e alle medaglie devozionali. L'Almadel si colloca in questa lunga storia, nella quale la scrittura stessa, tracciata su un supporto materiale, era percepita come portatrice di forza.
Gli storici vedono nell'Ars Almadel una testimonianza della magia angelica medievale sopravvissuta fino alla prima età moderna. La sua presenza nel Lemegeton mostra come i compilatori seicenteschi non distinguessero tra testi recenti e antichi: tutto ciò che portava il nome di Salomone poteva entrare nella stessa raccolta, accanto a cataloghi demoniaci e angelologie astrali di tutt'altra origine.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio