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Il Libro di Kells, i misteri del vangelo più bello d'Irlanda

Il Libro di Kells, capolavoro miniato dell'800 circa al Trinity College di Dublino: origine incerta tra Iona e Kells, la pagina Chi-Rho, il furto del 1007.

Il Libro di Kells non è un testo cifrato né un grimorio. Eppure è uno dei manufatti più enigmatici del Medioevo europeo. Realizzato intorno all'anno 800 e conservato dal 1661 al Trinity College di Dublino, contiene i quattro vangeli in latino, decorati con una complessità che ancora oggi sfida chi tenta di descriverla. Molte domande sulla sua nascita, sui suoi autori e sulle sue vicende restano senza risposta certa.

Iona o Kells?

Non sappiamo con certezza dove sia stato prodotto. L'ipotesi più diffusa è che sia stato iniziato nel monastero di Iona, in Scozia, fondato da san Colomba, e completato o custodito a Kells, in Irlanda, dove i monaci si rifugiarono dopo le incursioni vichinghe dei primi anni del IX secolo. Altri studiosi preferiscono attribuirlo interamente a uno dei due centri, e il dibattito resta aperto.

Anche il numero degli artisti è incerto. Lo studio dello stile ha portato a distinguere più mani, di solito tre o quattro miniatori e diversi copisti, ma le loro identità sono ignote. Il manoscritto è inoltre incompiuto: alcune decorazioni sono rimaste allo stadio di disegno preparatorio, come se il lavoro fosse stato interrotto da un evento improvviso.

Una decorazione vertiginosa

Il volume conta oggi 340 fogli di pergamena di vitello. La pagina più famosa è quella del monogramma di Cristo, le lettere greche chi e rho che aprono il racconto della nascita nel vangelo di Matteo. Nelle sue spirali e nei suoi intrecci si nascondono figure minuscole: angeli, una lontra con un pesce tra i denti, gatti e topi, visibili solo a uno sguardo molto ravvicinato.

I colori derivano da pigmenti diversi, tra cui il giallo dell'orpimento, un minerale a base di arsenico. Gli ornamenti mescolano spirali di tradizione celtica, animali fantastici e intrecci di origine germanica. Molte iniziali sono composte da corpi di animali o di uomini che si annodano tra loro, in un gioco di forme che sembra non avere fine e che richiedeva una precisione straordinaria.

Furti, ritrovamenti e leggende

Gli Annali dell'Ulster riportano che nel 1007 il grande vangelo di Colomba fu rubato dalla chiesa di Kells e ritrovato alcuni mesi dopo sotto una zolla di terra, privato della sua copertura d'oro. Questo libro è generalmente identificato con il Libro di Kells. La legatura preziosa non fu mai recuperata, e alcuni fogli all'inizio e alla fine del volume risultano perduti.

Nel XII secolo il chierico gallese Giraldo Cambrense descrisse un vangelo visto a Kildare, così ricco da sembrare opera di un angelo più che di un uomo. Non si riferiva al Libro di Kells, ma la sua descrizione viene spesso ricordata per esprimere lo stupore che questi libri suscitavano già nel Medioevo, anche in chi era abituato ai codici più preziosi.

Oggi il Libro di Kells è rilegato in quattro volumi ed esposto a rotazione nella Old Library del Trinity College, dove ogni anno lo osservano centinaia di migliaia di visitatori. Il suo mistero è quello della perfezione: come una piccola comunità monastica, in un'epoca di guerre e incursioni, abbia potuto creare un'opera di tale finezza.