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Il Rotolo di rame di Qumran e i suoi sessantaquattro nascondigli

Il Rotolo di rame (3Q15) trovato a Qumran nel 1952: un elenco di tesori nascosti inciso su metallo, il taglio a Manchester e le ipotesi sul suo significato.

Tra i rotoli del Mar Morto ce n'è uno che non assomiglia a nessun altro. Non è scritto su pergamena o papiro, ma inciso su sottili lamine di rame. Non contiene testi religiosi o regole di comunità, bensì un elenco di luoghi dove sarebbero nascosti oro, argento e oggetti sacri. È il Rotolo di rame, catalogato dagli studiosi con la sigla 3Q15 e conservato oggi al Museo della Giordania, ad Amman.

Una scoperta difficile da aprire

Il rotolo fu trovato nel marzo 1952 nella grotta 3 di Qumran, vicino alla sponda nord-occidentale del Mar Morto, in due pezzi arrotolati e fortemente ossidati. Era impossibile srotolarlo senza ridurlo in frammenti. Dopo lunghe discussioni, tra il 1955 e il 1956 fu tagliato in strisce presso il Manchester College of Science and Technology, in Inghilterra, con una sega appositamente predisposta per l'operazione.

Il taglio permise finalmente di leggere il testo, impresso nel metallo con uno strumento a punta lettera per lettera. Tra gli studiosi coinvolti nelle prime ricerche vi fu il britannico John Allegro, che ne pubblicò una propria traduzione nel 1960. L'edizione ufficiale, curata da Józef Milik, apparve nel 1962 nella serie dedicata ai ritrovamenti del deserto di Giuda.

Sessantaquattro nascondigli

Il testo elenca sessantaquattro luoghi, ognuno con l'indicazione di cosa vi sarebbe nascosto e, spesso, a quale profondità. Le quantità di metalli preziosi menzionate sono enormi, tanto che alcuni le hanno calcolate in decine di tonnellate. I luoghi sono descritti con riferimenti a cisterne, tombe, valli e fortezze, ma i nomi sono spesso incerti o non identificabili sulle carte moderne.

La lingua è un ebraico vicino a quello della Mishnah, diverso da quello letterario degli altri rotoli di Qumran, e alcune voci sono accompagnate da gruppi di lettere greche il cui significato non è chiaro. La datazione, basata soprattutto sulla forma delle lettere e sulla lingua, lo colloca nel I secolo dopo Cristo, anche se le proposte degli studiosi variano di alcuni decenni.

Tesoro reale o tradizione?

Le interpretazioni sono molte. Alcuni studiosi ritengono che il rotolo descriva il tesoro del Tempio di Gerusalemme, nascosto prima della distruzione romana del 70 dopo Cristo. Altri pensano a un documento di carattere leggendario, o a un elenco di beni appartenuti alla comunità di Qumran. Il rapporto stesso tra il rotolo e gli altri manoscritti trovati nelle grotte vicine è oggetto di discussione.

Nonostante numerose spedizioni, nessun tesoro corrispondente all'elenco è mai stato trovato. Le indicazioni topografiche, forse chiare per chi le scrisse e per i suoi contemporanei, sono oggi troppo vaghe per guidare una ricerca sul terreno, e il paesaggio della regione è cambiato profondamente in quasi duemila anni. Anche il significato di alcuni termini tecnici del testo resta discusso.

Il Rotolo di rame unisce due fascini diversi: quello del documento antico e quello della caccia al tesoro. La scelta di un materiale così costoso e durevole suggerisce che chi lo incise volesse farlo durare nel tempo, ma il suo messaggio è giunto fino a noi senza la chiave per comprenderlo davvero.