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Lemegeton, la Chiave minore di Salomone e le sue cinque parti

Il Lemegeton, compilazione inglese del Seicento in cinque parti: i manoscritti Sloane e Harley, le fonti a stampa del Cinquecento e la fortuna moderna.

Con il nome di Lemegeton, o Clavicula Salomonis Regis, si indica una raccolta di cinque trattati di magia rituale che circolò in Inghilterra a partire dal Seicento. Il nome non ha una spiegazione condivisa; in ambito anglosassone l'opera è nota anche come Lesser Key of Solomon, «Chiave minore di Salomone», per distinguerla dalla Clavicula più antica. Nonostante l'attribuzione al re biblico, si tratta di una compilazione moderna, costruita assemblando materiali di epoche e origini diverse.

I manoscritti

Il Lemegeton è noto quasi esclusivamente attraverso manoscritti conservati oggi alla British Library, in particolare nei fondi Sloane e Harley. I più citati sono lo Sloane 3825, lo Sloane 2731 e lo Harley 6483, copie inglesi databili tra il Seicento e l'inizio del Settecento. La forma della raccolta si stabilizzò probabilmente verso la metà del Seicento; non esistono testimoni medievali della compilazione in quanto tale, anche se alcune sue parti hanno radici molto più antiche.

Le collezioni di Hans Sloane, medico e naturalista morto nel 1753, confluirono nel British Museum alla sua fondazione e costituiscono una delle principali miniere di manoscritti magici della prima età moderna. È grazie a questo deposito che il Lemegeton, nato come testo per pochi, divenne accessibile agli eruditi e, alla fine dell'Ottocento, agli occultisti londinesi.

Le cinque parti

La prima parte, l'Ars Goetia, è un catalogo di settantadue spiriti con i loro sigilli e le loro presunte funzioni. La seconda, la Theurgia-Goetia, descrive spiriti aerei distribuiti secondo i punti cardinali. La terza, l'Ars Paulina, è dedicata agli angeli delle ore e dei segni zodiacali. La quarta, l'Ars Almadel, prende nome da una tavoletta di cera attorno a cui ruota la pratica descritta. La quinta, l'Ars Notoria, raccoglie preghiere e figure per l'acquisizione del sapere.

Non tutti i manoscritti contengono le cinque parti, e l'ordine non è sempre lo stesso. L'Ars Notoria, in particolare, è un testo medievale autonomo con una tradizione propria, molto più antica del resto della raccolta. La compilazione ha dunque l'aspetto di una piccola biblioteca, messa insieme da un collezionista o da un copista che voleva riunire in un solo volume i testi salomonici a sua disposizione.

Fonti e debiti

Molte componenti del Lemegeton dipendono da opere a stampa del Cinquecento. La lista degli spiriti della Goetia ricalca la Pseudomonarchia daemonum, pubblicata da Johann Weyer nel 1577 in appendice al suo trattato contro la caccia alle streghe; la Theurgia-Goetia attinge alla Steganographia dell'abate Giovanni Tritemio, stampata nel 1606. L'Ars Paulina risente dell'angelologia rinascimentale, mentre l'Almadel e l'Ars Notoria derivano da tradizioni medievali.

Nel 1904 Aleister Crowley pubblicò la traduzione della sola Goetia preparata da Mathers, e quell'edizione contribuì a identificare il Lemegeton con la sua prima parte. Le altre sezioni rimasero a lungo poco note, finché nel corso del Novecento furono pubblicate trascrizioni complete dei manoscritti londinesi, che hanno permesso un confronto più rigoroso tra le versioni.

Il Lemegeton è un esempio tipico del lavoro dei compilatori di testi magici nella prima età moderna: raccoglievano, traducevano e riordinavano, attribuendo l'insieme a un'autorità prestigiosa. Studiarlo significa seguire i percorsi dei libri tra il continente e l'Inghilterra, tra la stampa e il manoscritto, tra la polemica demonologica e la curiosità antiquaria.