EnglishMarchio registrato Studio Esoterico CornelioGrimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio
K

Le Kyranides: un'enciclopedia greca delle virtù naturali

Storia delle Kyranides, compilazione greca su piante, pietre, uccelli e pesci in ordine alfabetico: Kyranos, Arpocrazione e la traduzione latina del 1169.

Tra i testi ermetici di carattere tecnico, uno dei più singolari è una compilazione greca nota come Kyranides. Si presenta come un repertorio delle virtù nascoste di piante, pietre, uccelli e pesci, organizzato secondo le lettere dell'alfabeto. Per ogni lettera il testo accosta una pianta, un uccello, una pietra e un pesce il cui nome greco inizia con quella lettera, e ne descrive le proprietà attribuite dalla tradizione.

Un libro attribuito a un re e a un sapiente

Il primo libro, chiamato Kyranis, si apre con un prologo che lo dichiara frutto dell'unione di due opere: una attribuita a Kyranos, presentato come re di Persia, e l'altra ad Arpocrazione di Alessandria, che l'avrebbe scritta per la propria figlia. In alcune versioni il testo è collegato anche al nome di Ermete Trismegisto. Queste attribuzioni fanno parte della cornice leggendaria tipica dei testi tecnici antichi.

Il prologo racconta inoltre che il testo sarebbe stato trovato inciso su una stele di ferro. Il tema del libro ritrovato su un supporto antico e duraturo è lo stesso che si incontra nella Tabula Smaragdina e in altri scritti attribuiti a sapienti remoti. Serviva a garantire l'autorità e l'antichità del sapere trasmesso.

Datazione e struttura

La datazione è incerta. Gli studiosi ritengono che il nucleo dell'opera risalga all'età imperiale romana, forse tra il I e il IV secolo d.C., ma la compilazione come la leggiamo è il risultato di aggiunte successive. Ai primi libri ne furono affiancati altri dedicati agli animali terrestri, agli uccelli e ai pesci, fino a formare un corpus di quattro libri, a volte ampliato in sei.

L'ordinamento alfabetico non è soltanto un espediente pratico. Nel prologo e nel testo emerge l'idea che le lettere stesse esprimano un legame tra gli esseri che condividono la stessa iniziale. È una forma di simpatia universale, concetto centrale nel pensiero antico sulla natura, secondo cui cose diverse sono collegate da corrispondenze nascoste che il sapiente può conoscere.

Dalla Grecia al Medioevo latino

Il testo ebbe una lunga trasmissione nel mondo bizantino, dove fu copiato e rielaborato in diverse redazioni. Nel 1169, a Costantinopoli, un traduttore noto come Pascale Romano ne realizzò una versione latina. Grazie a essa le Kyranides entrarono nel patrimonio dei lapidari, degli erbari e dei bestiari medievali, accanto ad altri testi sulle virtù delle cose naturali.

Per gli storici della scienza e della medicina, le Kyranides sono una fonte preziosa sulle credenze antiche intorno alla natura. Ciò che il testo afferma sulle proprietà di piante, animali e minerali va letto come documento della mentalità del tempo, non come conoscenza da applicare. L'edizione critica del testo greco fu pubblicata nel 1976 da Dimitris Kaimakis.

Le Kyranides mostrano come l'antichità abbia cercato di ordinare il mondo naturale in un sistema unitario, dove lingua, magia e medicina si intrecciavano. La loro fortuna, dal mondo greco a quello bizantino e latino, testimonia la forza di un'idea destinata a durare fino al Rinascimento: che dietro le apparenze delle cose esista una rete di corrispondenze da decifrare.