Il Sefer Raziel ha-Malakh, il libro dell'angelo Raziel
Leggenda e storia reale del Sefer Raziel ha-Malakh: il libro dato ad Adamo, le fonti medievali, la stampa di Amsterdam del 1701 e il Liber Raziel latino.
Secondo una leggenda ebraica, quando Adamo fu cacciato dal giardino dell'Eden, l'angelo Raziel, il cui nome significa «segreto di Dio», gli consegnò un libro che conteneva i misteri del cielo e della terra. Il libro sarebbe poi passato a Enoch, a Noè, che vi avrebbe imparato a costruire l'arca, e infine a Salomone. Su questa tradizione si fonda il titolo di una delle opere più singolari della letteratura ebraica: il Sefer Raziel ha-Malakh, il Libro dell'angelo Raziel.
Un'antologia di epoche diverse
Il testo che porta questo nome non è un'opera unitaria. È una compilazione che raccoglie materiali di provenienza e di epoca molto diverse: speculazioni sulla creazione, trattati di angelologia, nomi divini, nozioni di astrologia e di cosmologia, e passi legati alla mistica dei palazzi celesti. Alcune sezioni riprendono testi tardoantichi, tra cui parti affini al Sefer ha-Razim; altre appartengono al Medioevo.
Una parte consistente del materiale è collegata agli ambienti dei Ḥasidei Ashkenaz, i pii di Germania attivi tra il XII e il XIII secolo, e in particolare agli scritti attribuiti a Eleazar di Worms. In quei circoli si coltivava un'intensa riflessione sui nomi di Dio, sugli angeli e sul significato nascosto delle lettere. Il Sefer Raziel ne raccoglie l'eco insieme a frammenti più antichi.
La stampa di Amsterdam
Per secoli i testi confluiti nel Sefer Raziel circolarono in manoscritti di contenuto variabile. La forma che si è imposta è quella della prima edizione a stampa, pubblicata ad Amsterdam nel 1701. L'edizione fissò il testo, con le sue illustrazioni di sigilli e di diagrammi, e ne garantì la diffusione in tutto il mondo ebraico dell'Europa centrale e orientale.
Accanto al libro si sviluppò una credenza popolare: tenere il Sefer Raziel in casa avrebbe protetto l'abitazione dal fuoco e da altre sventure. Questa tradizione, registrata in diverse comunità, trasformò il volume in un oggetto da conservare oltre che da leggere. Molti esemplari furono stampati proprio in risposta a questa domanda, e il libro assunse una funzione simile a quella di un amuleto domestico.
Il Liber Raziel latino
Va distinto dal testo ebraico il Liber Raziel latino, prodotto nel XIII secolo alla corte di Alfonso X di Castiglia, il re sapiente che promosse molte traduzioni dall'arabo e dall'ebraico. Si tratta di una compilazione diversa, divisa in più libri dedicati a pietre, erbe, animali, astri e nomi angelici. Circolò negli ambienti della magia dotta europea e fu citato in diversi trattati medievali.
La somiglianza dei titoli ha creato spesso confusione, ma le due opere hanno storie separate. Il Liber Raziel testimonia la rielaborazione cristiana di materiali ebraici e arabi nella Spagna medievale, mentre il Sefer Raziel ha-Malakh rappresenta l'accumulazione, nel corso dei secoli, di tradizioni interne all'ebraismo. Entrambi mostrano quanto fosse forte, nel Medioevo, l'idea di un libro rivelato dagli angeli.
La vicenda del Sefer Raziel è dunque quella di un titolo leggendario che ha raccolto intorno a sé testi diversi, fino a diventare un libro concreto stampato nel 1701. Per lo storico è una miniera di tradizioni sulla creazione, sugli angeli e sui nomi divini; per le comunità che lo conservavano era un segno di protezione e di continuità con la sapienza dei patriarchi.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio