MacGregor Mathers e la riscoperta ottocentesca dei grimori
Dalla Kabbalah Unveiled alla Clavicola di Salomone e all'Abramelin: come Mathers trasformò i manoscritti del British Museum in libri moderni.
Se oggi la Clavicola di Salomone o il Libro di Abramelin sono titoli noti in tutto il mondo, lo si deve in buona parte al lavoro di un solo uomo, Samuel Liddell MacGregor Mathers. Tra il 1887 e l'inizio del Novecento questo studioso inglese, autodidatta e appassionato di occultismo, trasformò alcuni manoscritti conservati nelle biblioteche di Londra e di Parigi in libri stampati in inglese. Le sue edizioni hanno influenzato più di un secolo di letteratura esoterica, nel bene e nel male.
Un erudito nella sala di lettura
Nato nel 1854, Mathers passò lunghe ore nella sala di lettura del British Museum, dove erano conservati i manoscritti della collezione Sloane e di altri fondi. Nel 1888 fu tra i fondatori dell'Ordine ermetico della Golden Dawn, insieme a William Wynn Westcott e William Robert Woodman. Per l'ordine elaborò rituali e insegnamenti, attingendo largamente proprio ai testi che stava studiando e trascrivendo.
Il suo primo lavoro importante fu The Kabbalah Unveiled, pubblicato nel 1887. Non si trattava di una traduzione dall'ebraico, ma dalla versione latina contenuta nella Kabbala denudata di Christian Knorr von Rosenroth, una grande raccolta uscita tra il 1677 e il 1684. Mathers vi aggiunse una lunga introduzione, che contribuì a diffondere la cabala nei circoli occultisti di lingua inglese.
La Clavicola di Salomone del 1889
Nel 1889 apparve The Key of Solomon the King, la prima edizione inglese a stampa della Clavicola. Mathers la costruì confrontando diversi manoscritti del British Museum in latino, italiano e francese, scegliendo le lezioni che gli sembravano migliori e ridisegnando pentacoli e figure. Il risultato era un testo leggibile e ordinato, ma anche, in parte, una ricostruzione personale che non corrispondeva esattamente a nessuna delle copie antiche.
Gli studiosi moderni hanno sottolineato questi limiti: Mathers omise alcune parti che giudicava sconvenienti, uniformò varianti molto diverse e talvolta corresse il testo secondo le proprie idee. Tuttavia la sua edizione resta un documento importante, perché mostra come un lettore colto dell'età vittoriana interpretava i grimori e come li adattava alle esigenze di un nuovo pubblico.
Abramelin e la Goezia
Nel 1898 uscì The Book of the Sacred Magic of Abramelin the Mage, tradotto da un manoscritto francese della Bibliothèque de l'Arsenal di Parigi, dove Mathers si era trasferito da alcuni anni. Il testo si presenta come l'insegnamento trasmesso da un mago di nome Abramelin a un ebreo di Worms, Abramo, nel Quattrocento. Le versioni tedesche più antiche, studiate solo più tardi, mostrano che la copia francese era una rielaborazione tarda e incompleta.
Nel 1904 fu infine pubblicata The Goetia, la prima parte del Lemegeton, basata sui manoscritti Sloane. L'edizione, curata da Aleister Crowley, attribuiva la traduzione a Mathers, con il quale Crowley aveva ormai rotto i rapporti. Fu forse il libro che più di ogni altro portò i sigilli degli spiriti nell'immaginario del Novecento.
Mathers morì nel 1918, ma le sue edizioni continuarono a essere ristampate per decenni, spesso senza note critiche. Solo in tempi recenti la pubblicazione diretta dei manoscritti ha permesso di distinguere ciò che apparteneva ai testi antichi da ciò che era frutto del suo lavoro. Il suo ruolo resta comunque centrale: fu il ponte tra il grimorio manoscritto e il libro occultista moderno.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio