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La Biblioteca Laurenziana: i codici dei Medici e la sala di Michelangelo

Dalla raccolta di Cosimo e Lorenzo de' Medici ai plutei disegnati da Michelangelo: storia della Laurenziana e dei suoi manoscritti di filosofia e astrologia.

Accanto alla basilica di San Lorenzo, a Firenze, una scala progettata da Michelangelo conduce a una delle sale di lettura più celebri del mondo. È la Biblioteca Medicea Laurenziana, che custodisce i manoscritti raccolti dai Medici nel Quattrocento. Tra i suoi codici vi sono testi greci di filosofia e di astrologia letti e tradotti nella cerchia di Marsilio Ficino, che hanno segnato la cultura del Rinascimento europeo.

La raccolta dei Medici

La collezione nacque con Cosimo il Vecchio (1389-1464), che finanziò la ricerca e la copia di manoscritti antichi e affidò a librai e umanisti il compito di procurargli testi greci e latini. Il nipote Lorenzo il Magnifico ampliò la raccolta inviando agenti in Oriente per acquistare codici greci; l'umanista Giano Lascaris ne riportò numerosi dai suoi viaggi nei territori dell'antico impero bizantino.

Dopo la cacciata dei Medici da Firenze, nel 1494, la biblioteca di famiglia subì vicende alterne e fu per un periodo trasferita a Roma. Fu il cardinale Giulio de' Medici, divenuto papa con il nome di Clemente VII, a decidere di riportarla a Firenze e di darle una sede monumentale presso San Lorenzo, la chiesa legata alla famiglia fin dai tempi di Cosimo.

L'architettura di Michelangelo

Michelangelo ricevette l'incarico nel 1524. Progettò il vestibolo, con la sua scala scenografica, e la lunga sala di lettura con i banchi di legno, detti plutei, sui quali i codici erano conservati incatenati. Lasciata Firenze nel 1534, l'artista non completò l'opera, che fu proseguita secondo i suoi disegni; la scala fu realizzata da Bartolomeo Ammannati intorno al 1559.

La biblioteca fu aperta al pubblico nel 1571, sotto il granduca Cosimo I. Ancora oggi le segnature di molti manoscritti antichi iniziano con la parola Plut., seguita dal numero del banco e della posizione: una traccia diretta dell'ordinamento originale, in cui la collocazione fisica del libro coincideva con il suo nome nel catalogo.

Codici di filosofia, astrologia e magia

La Laurenziana conserva un patrimonio straordinario di manoscritti greci, molti dei quali appartenuti ai Medici e utilizzati dagli umanisti della loro cerchia: testi di Platone, dei neoplatonici, di autori di astronomia e di astrologia. Non a caso il primo volume del grande catalogo dei codici astrologici greci, pubblicato nel 1898, fu dedicato proprio ai manoscritti fiorentini.

Accanto ai testi greci vi sono manoscritti latini e volgari di scienza e filosofia naturale, traduzioni dall'arabo e trattati di medicina, spesso annotati dai lettori del Quattrocento. Tra i tesori più famosi figurano anche il Codice Amiatino, la più antica Bibbia latina completa che si conosca, e il Codice Fiorentino di Bernardino de Sahagún, dedicato alla cultura azteca.

Visitare la Laurenziana significa entrare in un luogo in cui architettura e storia dei libri coincidono. Le sale di Michelangelo custodiscono ancora i codici che nutrirono l'umanesimo fiorentino, e lo studio di quei manoscritti continua a rivelare come, nel Quattrocento, la filosofia antica, l'astrologia e la ricerca di una sapienza perduta si intrecciassero nelle stesse pagine.