EnglishMarchio registrato Studio Esoterico CornelioGrimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio
D

I diari angelici di John Dee: il lungo viaggio dei manoscritti

Dalle sedute con Edward Kelley all'edizione di Meric Casaubon del 1659 e al baule ritrovato da Ashmole: la storia avventurosa delle carte di John Dee.

Tra i manoscritti di John Dee, quelli che hanno avuto la vita più avventurosa sono i diari delle sedute con Edward Kelley, iniziate nel 1582. In quei quaderni Dee annotava le comunicazioni che Kelley diceva di ricevere da entità angeliche attraverso una pietra o uno specchio, comprese le tavole di lettere che costituiscono la cosiddetta lingua enochiana. Dopo la morte del loro autore, quelle carte passarono di mano in mano per oltre un secolo.

Robert Cotton e Meric Casaubon

Una parte dei diari entrò nella biblioteca dell'antiquario Sir Robert Cotton (1571-1631), celebre collezionista di manoscritti medievali. Su quei fogli lavorò il teologo Meric Casaubon, figlio del filologo Isaac, che nel 1659 ne pubblicò a Londra un'ampia edizione con il titolo A True and Faithful Relation. Il libro, introdotto da una lunga prefazione, presentava le sedute come un esempio di inganno diabolico subito da un uomo dotto.

L'intento di Casaubon era polemico: nel clima religioso dell'Inghilterra del Seicento voleva mostrare i pericoli dell'entusiasmo spirituale. Paradossalmente, proprio quell'edizione fece conoscere le conversazioni angeliche a un pubblico vasto e garantì loro una fortuna duratura. La biblioteca di Cotton passò in seguito allo Stato e confluì nel British Museum; oggi quei manoscritti si trovano nella British Library.

Il baule ritrovato

Un altro gruppo di carte ebbe una sorte quasi romanzesca, nota attraverso il racconto lasciato da Elias Ashmole. Secondo questa testimonianza, un baule appartenuto a Dee fu acquistato da una coppia londinese; anni dopo vi si scoprì un cassetto segreto pieno di manoscritti, alcuni dei quali sarebbero stati usati per scopi domestici prima che qualcuno ne intuisse il valore.

Ashmole riuscì a ottenere i fogli superstiti nel 1672 e li studiò con cura, trascrivendone ampie parti. Tra essi c'erano i primi libri delle sedute, anteriori a quelli editi da Casaubon. Oggi i diari originali di Dee sono custoditi in gran parte alla British Library, tra i fondi Cotton e Sloane, mentre molte trascrizioni e annotazioni di Ashmole si trovano alla Bodleian Library di Oxford.

Gli oggetti delle sedute

Accanto ai libri sono sopravvissuti alcuni oggetti tradizionalmente associati a Dee. Il British Museum conserva uno specchio di ossidiana di origine azteca, appartenuto nel Settecento allo scrittore Horace Walpole, che lo collegava al dotto elisabettiano; vi si trovano anche dischi di cera incisi con sigilli e una sfera di cristallo. La provenienza di questi oggetti è ricostruita con diversi gradi di sicurezza e va accolta con prudenza.

Lo specchio azteco ricorda che l'Europa del Cinquecento riceveva dalle Americhe non solo merci, ma anche oggetti carichi di significati rituali, reinterpretati secondo categorie europee. Nelle mani di un collezionista inglese, un manufatto religioso mesoamericano poteva diventare uno strumento per la visione, e poi una curiosità da museo. Il percorso di questi oggetti è, in piccolo, lo stesso dei manoscritti.

La storia di queste carte mostra quanto la fama di un autore possa dipendere da chi ne conserva e ne pubblica i manoscritti. Senza Cotton, Casaubon e Ashmole, delle conversazioni angeliche resterebbero forse soltanto voci. Grazie a loro, invece, sono diventate una delle fonti più studiate per capire il rapporto tra scienza, religione e visione nell'Inghilterra di fine Cinquecento.