Tritemio a Sponheim: un abate bibliofilo nella Germania umanistica
Johannes Tritemio trasformò la povera biblioteca dell'abbazia di Sponheim in una raccolta di circa duemila volumi e fu tra i padri della bibliografia.
Johannes Heidenberg, noto con il nome latino di Tritemio dal villaggio natale di Trittenheim, sulla Mosella, nacque nel 1462 e a soli ventun anni, nel 1483, fu eletto abate del monastero benedettino di Sponheim, nella Renania. Prese la guida di una comunità povera e di una biblioteca quasi vuota. In poco più di vent'anni ne fece una delle raccolte più ammirate della Germania umanistica, meta di dotti e principi.
Da poche decine a migliaia di volumi
Secondo quanto racconta lo stesso Tritemio, al suo arrivo la biblioteca contava una cinquantina di libri; quando lasciò l'abbazia ne possedeva circa duemila, tra manoscritti e stampati. Le cifre vengono dall'interessato e vanno prese con un margine di prudenza, ma la crescita fu reale e attirò visitatori da tutta Europa. Accanto ai testi sacri vi erano classici latini e greci, trattati di storia, medicina e filosofia naturale.
Tritemio acquistava, scambiava e faceva copiare. Teneva corrispondenza con umanisti come Conrad Celtis e Johannes Reuchlin, e la sua abbazia divenne una tappa per gli studiosi che viaggiavano lungo il Reno. Per l'epoca, una biblioteca monastica aperta ai dotti laici e ricca di testi profani era una novità che contribuì in modo decisivo alla sua fama.
Elogio dei copisti
Nel 1492 Tritemio scrisse il De laude scriptorum, un breve trattato in lode dei monaci copisti. Vi sosteneva che la copia a mano fosse un esercizio spirituale e che la pergamena durasse più della carta stampata. Il testo viene spesso citato come una reazione nostalgica alla stampa, ma l'abate fece stampare molte delle proprie opere e conosceva bene i vantaggi della nuova tecnica.
Il suo lavoro più vasto di bibliografo fu il Liber de scriptoribus ecclesiasticis, stampato a Basilea nel 1494: un repertorio di quasi un migliaio di autori cristiani con le rispettive opere. Seguì un catalogo degli uomini illustri della Germania. Sono strumenti che fanno di Tritemio uno dei padri della bibliografia moderna, ben prima della sua fama di esperto di scritture segrete.
La partenza e Würzburg
La gestione dell'abbazia e i lunghi soggiorni presso principi e dotti crearono tensioni con i monaci. Nel 1506 Tritemio lasciò Sponheim e divenne abate di Sankt Jakob a Würzburg, dove rimase fino alla morte, nel 1516. La sua biblioteca non lo seguì e, nei decenni successivi, andò in gran parte dispersa, sorte comune a molte raccolte monastiche nell'età della Riforma.
A Würzburg Tritemio continuò a scrivere di storia, di teologia e di magia, e ricevette visite di giovani studiosi. Tra questi, nel 1510, vi fu Cornelio Agrippa, che gli inviò la prima stesura del De occulta philosophia accompagnata da una lettera di omaggio. La risposta dell'abate, conservata, invitava il giovane a riservare i segreti più alti a pochi amici fidati.
Di Sponheim rimangono soprattutto le testimonianze scritte e i volumi oggi rintracciabili in varie biblioteche europee. Basta però l'esempio di Tritemio per capire quanto il destino dei libri di magia, di storia e di teologia fosse legato, alla fine del Quattrocento, alla passione di singoli collezionisti capaci di riunire in un solo luogo il sapere di un continente.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio