Il Cifrario di Copiale e i riti segreti degli Oculisti
Il Cifrario di Copiale, manoscritto tedesco del Settecento decifrato nel 2011: la cifratura omofonica e i rituali della società segreta degli Oculisti.
Per oltre due secoli il Cifrario di Copiale è stato un libro elegante e incomprensibile: centocinque pagine rilegate in carta di broccato oro e verde, coperte da una scrittura fatta di simboli astratti e di lettere greche e latine. Nel 2011 un gruppo di ricercatori lo ha decifrato, rivelando un testo in tedesco del XVIII secolo che descrive le cerimonie di una società segreta. È uno dei rari casi di manoscritto misterioso che abbia trovato una soluzione condivisa.
La decifrazione del 2011
Il lavoro fu condotto da Kevin Knight, informatico della University of Southern California, insieme a Beáta Megyesi e Christiane Schaefer dell'Università di Uppsala. Il primo passo fu capire quale fosse la lingua nascosta. I ricercatori ipotizzarono che le lettere latine, ben riconoscibili e quindi sospette, fossero in gran parte riempitivi senza valore, e che il messaggio vero stesse nei simboli astratti e nelle lettere greche.
Con metodi statistici confrontarono la frequenza dei segni con quella di varie lingue europee, e il tedesco risultò la più compatibile. Si trattava di una cifratura omofonica: le lettere più frequenti potevano essere rappresentate da più simboli diversi, per rendere inefficace la semplice analisi delle frequenze. Le prime parole ottenute furono «Ceremonien der Aufnahme», cioè «cerimonie di ammissione», e da lì il resto del testo seguì rapidamente.
La società degli Oculisti
Il testo descrive i riti di una società segreta tedesca che si definiva degli Oculisti, attiva nella seconda metà del Settecento. Il libro illustra l'ammissione dei nuovi membri e il significato simbolico degli strumenti dell'oculistica. Secondo il manoscritto, durante la cerimonia al candidato veniva strappato un pelo del sopracciglio, gesto rituale legato al tema della vista e dell'illuminazione interiore.
Gli studiosi ritengono che la società fosse vicina alla massoneria, di cui riprende linguaggio e struttura, e che l'occhio simboleggiasse la capacità di vedere la verità. Una delle ipotesi avanzate è che servisse a conservare e trasmettere rituali massonici dopo la condanna della massoneria pronunciata da papa Clemente XII nel 1738. È un caso esemplare della cultura delle associazioni segrete nell'Europa dei Lumi.
Un nome preso dall'ultima pagina
Il nome «Copiale» non è antico: deriva da una parola che compare alla fine del manoscritto, una delle poche annotazioni scritte in chiaro. Il codice si trovava nell'archivio dell'Accademia delle scienze di Berlino Est e, dopo la fine della Guerra fredda, emerse dal dimenticatoio come curiosità crittografica, prima di essere studiato in modo sistematico e infine letto per intero.
La decifrazione è stata possibile grazie alla combinazione di intuizione umana e calcolo informatico. Lo stesso approccio è stato poi esteso ad altri cifrari storici conservati negli archivi europei, aprendo un piccolo campo di ricerca dedicato ai documenti cifrati del passato, dalle lettere diplomatiche ai registri delle confraternite, molti dei quali attendono ancora di essere letti.
Il Cifrario di Copiale ricorda che non tutti i manoscritti misteriosi custodiscono rivelazioni cosmiche. Talvolta il segreto è più umano e più vicino a noi: i rituali di un gruppo di gentiluomini che volevano proteggere le proprie cerimonie dagli occhi degli estranei, e che affidarono a un alfabeto inventato il compito di tenerle nascoste.
Grimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio