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Mutus Liber, il libro d'alchimia che parla solo per immagini

Il Mutus Liber, stampato a La Rochelle nel 1677: quindici tavole alchemiche quasi senza testo, lo pseudonimo Altus, Isaac Baulot e la fortuna dell'opera.

Nel 1677 apparve a La Rochelle, in Francia, un libro d'alchimia quasi privo di testo. Si intitolava Mutus Liber, «libro muto», e consisteva in quindici tavole incise, accompagnate soltanto da poche didascalie latine e da rimandi biblici. Il suo messaggio implicito era chiaro: l'opera alchemica non si spiega con le parole, ma si mostra a chi è in grado di comprenderla con gli occhi e con lo spirito.

Quindici tavole senza parole

La prima tavola mostra un uomo addormentato sotto un cielo stellato, mentre due angeli suonano le trombe lungo una scala che sale verso le nuvole, chiara allusione al sogno di Giacobbe narrato nella Genesi. Le tavole successive presentano un uomo e una donna al lavoro in un laboratorio, tra fornaci, vasi e alambicchi, insieme a scene di raccolta della rugiada con teli stesi sui campi.

In una delle ultime tavole un'iscrizione latina esorta a pregare, leggere, rileggere e lavorare per trovare. Nell'ultima, la figura che nella prima giaceva addormentata viene sollevata verso l'alto, in una scena di ascensione che chiude il ciclo. Le didascalie della prima tavola rimandano a versetti biblici sulla rugiada del cielo e sulla fertilità della terra, tratti dalla benedizione di Isacco.

L'autore nascosto

Sul frontespizio l'autore si firma con lo pseudonimo Altus. Il privilegio di stampa risulta concesso a un signore di Marsy, e il libro fu stampato da Pierre Savouret. L'identità dell'autore è discussa: l'ipotesi più diffusa lo identifica con Isaac Baulot, speziale di La Rochelle, ma resta una congettura fondata su indizi, e altri nomi sono stati proposti nel corso del tempo.

Il libro ebbe una seconda vita grazie a Jean-Jacques Manget, medico ginevrino, che lo inserì nel 1702 nella sua Bibliotheca chemica curiosa, una grande raccolta in due volumi di testi alchemici. Da allora il Mutus Liber è stato riprodotto, ridisegnato e commentato innumerevoli volte, diventando uno dei testi più noti della tradizione alchemica francese.

Come lo hanno letto

Per molti commentatori le tavole rappresentano le fasi della grande opera alchemica, con la coppia che lavora insieme a simboleggiare l'unione dei principi maschile e femminile. La raccolta della rugiada è stata letta sia come un'operazione materiale sia come un'immagine della grazia che discende dal cielo. Entrambe le letture fanno parte della lunga storia interpretativa del libro, senza che l'una escluda l'altra.

Nel Novecento il Mutus Liber ha attirato l'attenzione di autori esoterici e di storici dell'immagine. Per i primi è un testo cifrato da meditare, per i secondi un documento della cultura visiva del Seicento, in cui l'alchimia si presenta come un sapere pio, paziente e laborioso, praticato in famiglia e sotto lo sguardo di Dio.

Il fascino del Mutus Liber sta nella sua scelta radicale. In un'epoca in cui i trattati alchemici si moltiplicavano in parole oscure e allegorie sempre più complesse, questo libro rinunciò quasi del tutto alla scrittura, affidando all'immagine il compito di custodire e insieme rivelare il proprio segreto a chi sapesse guardare.