EnglishMarchio registrato Studio Esoterico CornelioGrimori e ManoscrittiUn sito dello Studio Esoterico Cornelio
P

I papiri demotici magici e il papiro di Londra e Leida

La magia egizia scritta in demotico: il Papiro magico di Londra e Leida, le glosse in copto antico e l'edizione di Griffith e Thompson.

Accanto ai papiri in greco, l'Egitto romano ha lasciato testi magici scritti in demotico, la forma corsiva e tarda della lingua egizia usata per documenti, contratti e letteratura dal VII secolo a.C. in poi. Gli studiosi li indicano con la sigla PDM, Papyri Demoticae Magicae. Sono meno numerosi dei papiri greci, ma preziosi perché mostrano la magia egizia nella sua lingua d'origine, nell'ultima fase della civiltà dei templi.

Un manoscritto diviso tra due musei

Il più importante è il cosiddetto Papiro magico di Londra e Leida, databile al III secolo d.C. Proveniente anch'esso dalle collezioni di Giovanni Anastasi, fu diviso in due parti finite in musei diversi: una al British Museum, l'altra al museo di antichità di Leida. Solo nell'Ottocento gli studiosi capirono che i due frammenti appartenevano allo stesso rotolo, lungo diversi metri e scritto su entrambi i lati.

L'edizione di riferimento fu pubblicata tra il 1904 e il 1909 da Francis Llewellyn Griffith e Herbert Thompson, con il titolo The Demotic Magical Papyrus of London and Leiden. Il loro lavoro rese leggibile un testo difficilissimo, pieno di termini rari, di nomi divini e di passaggi scritti in sistemi grafici diversi. Fu un'impresa che richiese anni di confronti tra le due metà del rotolo.

Tre scritture in un solo rotolo

Il papiro è un esempio straordinario di convivenza tra scritture. Il testo principale è in demotico, ma alcune parti sono in greco e molte parole sono accompagnate da glosse in copto antico, cioè l'egiziano scritto con lettere greche e alcuni segni aggiuntivi. Le glosse servivano a fissare la pronuncia esatta dei nomi divini e delle parole di potere, che nel demotico, privo di vocali, sarebbe rimasta ambigua.

Compaiono anche segni cifrati, usati per nascondere parole particolari agli occhi dei non iniziati. Questo dettaglio mostra quanto gli scribi tenessero alla riservatezza del loro sapere. Le glosse in copto antico, inoltre, sono una fonte importante per la storia della lingua egizia, perché documentano la fase che precede la nascita del copto letterario cristiano.

Divinazione e mondo dei templi

Molte sezioni del papiro riguardano la divinazione: tecniche per ottenere visioni o risposte dagli dèi, spesso con l'aiuto di una lampada o di una superficie d'acqua, e talvolta con un fanciullo come medium. Altre parti trattano di amore, protezione e cura dei morsi. Le divinità invocate sono soprattutto egizie, come Anubi, Osiride e Iside, ma non mancano nomi di origine greca e semitica.

Gli studiosi ritengono che gli autori fossero sacerdoti o scribi legati ai templi, capaci di leggere testi antichi e di adattarli a una clientela nuova. Nella traduzione inglese dei papiri magici coordinata da Hans Dieter Betz nel 1986, i testi demotici furono pubblicati accanto a quelli greci, a conferma del fatto che appartenevano allo stesso ambiente.

I papiri demotici magici ci ricordano che la magia dell'Egitto romano non era un fenomeno solo greco. Era radicata in una tradizione millenaria, che continuava a esprimersi nella lingua dei faraoni proprio mentre il mondo intorno cambiava. Leggerli significa ascoltare l'ultima voce scritta dei templi egizi prima del loro silenzio.